Mangio da morire. Fumo a più non posso. Ultimamente ho cominciato ad alzare il gomito anche di pomeriggio. Sono proprio cattiva. Mh, se levate la frase precedente che è solo un po' di sarcasmo, la mia vita va così dal giorno dell'esame. Per festeggiare, per riempire del tempo. Ho letto Ninna Nanna di Palahniuk, e sono al suo quarto libro, diciamo che per una volta non è stato troppo pulp, sembra un incrocio tra Streghe, Death Note e Harry Potter. Comunque scritto bene, e con spunti di riflessione interessanti sulla società, come sempre.
In realtà non avevo voglia di scrivere sul blog, sono stanca e nervosa. Ogni cazzo di festa deve trasformarsi in una guerra tra me e F. per dimostrare chi è il capo. Sinceramente non ho mai aspirato al titolo, ma nemmeno a quello di schiavetto. Come al solito si avvicinano le feste e si replica lo schifo di capodanno.
Porca puttana, permettetemelo.
Credo che passerò le vacanze in casa, studierò perchè mi va così.
Tutto pur di non vedere nessuno.
Volevo restare a casa Olympicus, davvero.
Stavo bene condividendo i respiri tra una puntata di Scrubs ascoltata solo a metà con te.
La luce filtrava oltre le persiane trovandoci impreparati.
Insomma, già.
Almeno così pensavo fino a poche ore fa.
Poi pure P. ha fatto lo stronzo.
Quindi il fine ultimo del post è di poter bestemmiare liberamente.
Ho le palle girate.
Porca puttana.
Asino ciuccio e re.
giovedì 21 aprile 2011
martedì 19 aprile 2011
Ho tentato fino all'ultimo di non presentarmi all'esame.
La notte passata insonne a ripetere le arterie. E il cranio. E il sistema di conduzione del cuore. E il canale inguinale, ebbene sì, abbiamo un canale inguinale.
Anche dopo aver alzato la mano all'appello pre-esame, ero decisa a scappare.
Quando è entrato il professore io ho cominciato a piangere, a implorare P e F che non facessero gli stronzi e mi lasciassero correre a piangere fuori. Poi il mio cognome ha rimbombato nella stanza, mi ha chiamato il professore, io mi sono alzata sperando di non piangere.
In venti minuti, titubante per l'ansia e l'angoscia, ho risposto praticamente a tutto, devo ammettere di aver avuto culo perchè la vascolarizzazione non mi è stata chiesta, io detesto le arterie e soprattutto non conoscevo tutte le anastomosi. Ma è solo anatomia 1, avrò di tempo per impararle. Alla fine ho passato tutta la giornata di ieri guardando il libretto chiedendomi se fosse vero, l'esame che mi bloccava psicologicamente da mesi ecco che era già nel passato. Assurdo.
Ed è stata la prima botta di culo dell'università, in quanto a domande, le sapevo tutte in modo perfetto :D
Insomma, rimpiango quasi che fosse solo una idoneità perchè a detta di P sarebbe stato un voto alto quello che avrei preso, lui esagera forse con il 30, ma anche io penso di essere andata bene :D
Ora potrò continuare con altre materie, finalmente, e l'anatomia totale sarà qualcosa che spero di riservare per dicembre 2011 o al massimo gennaio.
La notte passata insonne a ripetere le arterie. E il cranio. E il sistema di conduzione del cuore. E il canale inguinale, ebbene sì, abbiamo un canale inguinale.
Anche dopo aver alzato la mano all'appello pre-esame, ero decisa a scappare.
Quando è entrato il professore io ho cominciato a piangere, a implorare P e F che non facessero gli stronzi e mi lasciassero correre a piangere fuori. Poi il mio cognome ha rimbombato nella stanza, mi ha chiamato il professore, io mi sono alzata sperando di non piangere.
In venti minuti, titubante per l'ansia e l'angoscia, ho risposto praticamente a tutto, devo ammettere di aver avuto culo perchè la vascolarizzazione non mi è stata chiesta, io detesto le arterie e soprattutto non conoscevo tutte le anastomosi. Ma è solo anatomia 1, avrò di tempo per impararle. Alla fine ho passato tutta la giornata di ieri guardando il libretto chiedendomi se fosse vero, l'esame che mi bloccava psicologicamente da mesi ecco che era già nel passato. Assurdo.
Ed è stata la prima botta di culo dell'università, in quanto a domande, le sapevo tutte in modo perfetto :D
Insomma, rimpiango quasi che fosse solo una idoneità perchè a detta di P sarebbe stato un voto alto quello che avrei preso, lui esagera forse con il 30, ma anche io penso di essere andata bene :D
Ora potrò continuare con altre materie, finalmente, e l'anatomia totale sarà qualcosa che spero di riservare per dicembre 2011 o al massimo gennaio.
venerdì 15 aprile 2011
Love will tear us apart.
Sono completamente fuori di me. Per motivi accademici.
Per il resto ieri avrei voluto restare, dopo tanto aver desiderato la partenza.
Avrei desiderato chiudere le finestre, e le porte e parlarti per tutta la notte, picchiarti se ne avessi ancora avuto voglia. E dopo scappo in stazione e mi siedo accaldata al finestrino e mi chiedi in quale carrozza sono seduta, e io mi affaccio e mi chiedo cosa tu faccia qui se ci siamo detti arrivederci solo da dieci minuti. E mi lanci un pacchetto incartato e mi mandi un bacio e poi sparisci di nuovo e io resto stordita e imbarazzata a fingere che la passeggera che condivide con me l'abitacolo non abbia visto, e non sia curiosa di scoprire cosa c'è impacchettato. Ma io già so cosa hai scelto, ti ho assillato per giorni e quindi ti sorrido e sento di aver bisogno di piangere, e di dirti che da quando ci sei non mi faccio quasi mai problemi su come sono, anche se dovrei proprio, e se me li faccio è perché sento che è giusto che tu abbia vergogna di come sono, sono un disastro insomma, ma forse sei anche sincero quando mi dici che è tutto nella mia testa, è plausibile che per qualche motivo assurdo sia tu quello a provare vergogna per come sei, e sinceramente vorrei mostrarti che non c'è nessuno che sia meglio di te, e di noi quando stiamo insieme, ma forse queste cose sono troppo adolescenziali e romantiche da dire, non sono da me, io so trovare il lato tragico e funebre di tutto, cerco di contenere la Charlotte che vive da qualche parte anche dentro me con dosi massicce di Miranda. A volte non riesco, anzi mi correggo, quasi sempre non riesco.
Comunque quando non ci sei sento un freddo che mi prende e mi addormenta gli arti e una stanchezza che si diffonde nel mio animo, è come se andassi in letargo, è una brutta sensazione. In questo periodo della mia vita ci sei solo tu e a te mi aggrappo con tutta me stessa, e ti chiedo di non lasciarmi andare, non ho lo straccio di un appiglio. Insomma, è qualcosa di spaventoso, anche di triste non avere più punti di riferimento, ma soprattutto è spaventoso e bellissimo dipendere da te.
Per il resto ieri avrei voluto restare, dopo tanto aver desiderato la partenza.
Avrei desiderato chiudere le finestre, e le porte e parlarti per tutta la notte, picchiarti se ne avessi ancora avuto voglia. E dopo scappo in stazione e mi siedo accaldata al finestrino e mi chiedi in quale carrozza sono seduta, e io mi affaccio e mi chiedo cosa tu faccia qui se ci siamo detti arrivederci solo da dieci minuti. E mi lanci un pacchetto incartato e mi mandi un bacio e poi sparisci di nuovo e io resto stordita e imbarazzata a fingere che la passeggera che condivide con me l'abitacolo non abbia visto, e non sia curiosa di scoprire cosa c'è impacchettato. Ma io già so cosa hai scelto, ti ho assillato per giorni e quindi ti sorrido e sento di aver bisogno di piangere, e di dirti che da quando ci sei non mi faccio quasi mai problemi su come sono, anche se dovrei proprio, e se me li faccio è perché sento che è giusto che tu abbia vergogna di come sono, sono un disastro insomma, ma forse sei anche sincero quando mi dici che è tutto nella mia testa, è plausibile che per qualche motivo assurdo sia tu quello a provare vergogna per come sei, e sinceramente vorrei mostrarti che non c'è nessuno che sia meglio di te, e di noi quando stiamo insieme, ma forse queste cose sono troppo adolescenziali e romantiche da dire, non sono da me, io so trovare il lato tragico e funebre di tutto, cerco di contenere la Charlotte che vive da qualche parte anche dentro me con dosi massicce di Miranda. A volte non riesco, anzi mi correggo, quasi sempre non riesco.
Comunque quando non ci sei sento un freddo che mi prende e mi addormenta gli arti e una stanchezza che si diffonde nel mio animo, è come se andassi in letargo, è una brutta sensazione. In questo periodo della mia vita ci sei solo tu e a te mi aggrappo con tutta me stessa, e ti chiedo di non lasciarmi andare, non ho lo straccio di un appiglio. Insomma, è qualcosa di spaventoso, anche di triste non avere più punti di riferimento, ma soprattutto è spaventoso e bellissimo dipendere da te.
giovedì 14 aprile 2011
Eppure un sorriso.
Michelle, ma belle.

La mia amica O. mi ha regalato un carrillon che suona Michelle, dei Beatles. Con la scatoletta laccata su cui sono disegnate sei Tour Eiffeil, di un beige che rasenta il color crema appena accennato, e le torri grigiastre. Alcune di queste torri non hanno un apice, sono tristi e monche perchè sul coperchio è stato applicato l'inutile denominazione Paris. Quando giri la manovella parte la canzone e tu puoi sentire la parte che fa " I love you I love you I love youu" , e ti viene voglia di cantare, ma non sai nemmeno bene le parole, soprattutto quando attaccano in francese, poi ci rinunci. Si muore sempre un po' ascoltando una canzone che ti strappa il cuore.
Comunque ci passo il tempo a far suonare quel ritornello, sto già rompendo l'ingranaggio, perché qualche molla deve essere saltata e le note fuoriescono poco nitide e sicure.
Almeno il carrillon continua a dirmi I love you riempiendo il vuoto d'affetto e autostima che sento ultimamente.
Anche se non ci riesce troppo bene.
domenica 10 aprile 2011
Arancia Meccanica
E' meglio un mondo malvagio che un mondo senza scelta dicono gli scrittori.
Forse sono l'unica a non simpatizzare troppo per il libero arbitrio.
Preferirei il determinismo alla contingenza. Almeno non ci sono se e ma, niente rimorsi, zero occasioni perdute. Niente illusioni.
Ma io chi sono per parlare di queste cose?
Nessuno, e forse nell'essere nessuno mi son contraddetta, perchè in un mondo contingente ho scelto di essere tale.
Bah.
Forse sono l'unica a non simpatizzare troppo per il libero arbitrio.
Preferirei il determinismo alla contingenza. Almeno non ci sono se e ma, niente rimorsi, zero occasioni perdute. Niente illusioni.
Ma io chi sono per parlare di queste cose?
Nessuno, e forse nell'essere nessuno mi son contraddetta, perchè in un mondo contingente ho scelto di essere tale.
Bah.
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