L’odore della pioggia oltrepassa le ringhiere, i vetri appannati, i costumi appesi, le stridule casse del televisore. Tra le bocche dei giornalisti, tra gli occhi assenti senza sguardo, nel blabla del telegiornale che riempie lo spaziotempo, scroscia a fiotti in un frastuono di grancasse, un collasso emotivo, ritornare infanti, ritrovarsi innocenti, ricadere negli abissi del liquido amniotico dagli irreali silenzi. A volte, seduta accanto alla finestra con troppa pelle esposta per non sentire freddo, annuso come una fiera in cerca di prede quella fragranza d’acqua e mattone, un groppo in gola tra le notizie che scorrono. Allora l’inquietudine è come assopita, il dolore si decolora, la panacea stilla in gocce, scivolando sul balcone a vestire la resa di un animo che per troppo tempo si è dimenato tra le ombre e che ora chiede requie.
Fa un po' schifo, è artificiosa, ma volevo scrivere qualcosa in onore della pioggia che dopo mesi si presente qui a L.
domenica 24 luglio 2011
La città delle biciclette.
Se solo avessi saputo prima
dell'arrivo della fine del mondo
mi sarei vestito meglio stamattina.
Se solo l'avessi immaginato
mi sarei fatto trovare molto,
ma molto più ubriaco
di così.
Savonarola- La fine del mondo a Ferrara.
G. Canali.
Mi ronza in testa da giorni.
dell'arrivo della fine del mondo
mi sarei vestito meglio stamattina.
Se solo l'avessi immaginato
mi sarei fatto trovare molto,
ma molto più ubriaco
di così.
Savonarola- La fine del mondo a Ferrara.
G. Canali.
Mi ronza in testa da giorni.
venerdì 22 luglio 2011
"Perchè l'altra volta ti hanno bocciato all'esame?"
"Mi sono bloccata purtroppo e non ho aperto bocca"
"Ma questo non è un atteggiamento corretto, guardati! Con quel muso lungo, ma quale paziente si presenterebbe da un medico così. Se piange il medico figurati il paziente!"
"Lo so, ma purtroppo sono ansiosa e insicura"
"E perchè lo sei?"
"Perchè soffro di scarsa autostima"
"Fatti aiutare, veramente, fatti aiutare"
"Sì, provvederò".
Alla fine dei miei esami i professori hanno sempre qualcosa da ridire riguardo la mia incapacità di relazionarmi alle sfide senza ridurmi a uno straccio.
Vi è mai capitato di fare scena muta a un esame e dopo pochi giorni di prendere un voto molto alto nella stessa materia pur non avendo variato niente in quantità e qualità delle pagine effettivamente studiate sulle totali?
E' la seconda volta in 3 orali che il professore mi fa la predica.
Voglio diventare una persona sicura e determinata.
"Mi sono bloccata purtroppo e non ho aperto bocca"
"Ma questo non è un atteggiamento corretto, guardati! Con quel muso lungo, ma quale paziente si presenterebbe da un medico così. Se piange il medico figurati il paziente!"
"Lo so, ma purtroppo sono ansiosa e insicura"
"E perchè lo sei?"
"Perchè soffro di scarsa autostima"
"Fatti aiutare, veramente, fatti aiutare"
"Sì, provvederò".
Alla fine dei miei esami i professori hanno sempre qualcosa da ridire riguardo la mia incapacità di relazionarmi alle sfide senza ridurmi a uno straccio.
Vi è mai capitato di fare scena muta a un esame e dopo pochi giorni di prendere un voto molto alto nella stessa materia pur non avendo variato niente in quantità e qualità delle pagine effettivamente studiate sulle totali?
E' la seconda volta in 3 orali che il professore mi fa la predica.
Voglio diventare una persona sicura e determinata.
sabato 16 luglio 2011
Ci sono ombre che mai mi lasciano.
A volte ti rivedo con gli occhi trafitti di luce cerulea posato e ingombrante, forse seduto su una panchina che non mi ha mai ospitato. Osservi le macchine, i sospiri dei clacson, l'andirivieni sfrenato delle code ai semafori, lo scatto rosso verde arancio, ti sfiori la punta del naso, ti trema un po' la gamba, ma resti accasciato, la sinfonia dell'inverno, è ovvio immaginarti d'inverno, circondato dal caos postmoderno e dall'ossimoro dei palazzi rinascimentali. A volte ti vedo con i capelli lunghi fino alle spalle in un cappotto pesante che imprechi contro le statue a tarda notte, ti scappa da ridere, ti scappa da piangere, e pensi a lei e poi pensi alla lei che hai perso e mandi tutto a cagare, e poi lo fai anche con me ma ormai non è più un brutto ricordo è solo un ricordo qualunque, e scatti una foto teatrale da spedire a chilometri di distanza, solo per strappare un sorriso, o molto meno. Nello scrosciare delle chitarre, nel trafficare delle ombre, la mia borsa che diveniva un pozzo infinito, il cellulare rimpiccioliva tra fazzoletti e cartacce, mi batteva il cuore a mille, avevi qualcosa che mi incantava come mai era successo prima. A volte ti immagino ancora, quando penso di aver perso ogni piacere nel ricordarti mi ritrovo a cercarti, ma non per riallacciare i rapporti o per implorarti di tornare, è un modo per rispettare il passato e maturare, mi perdo nei pensieri perchè ormai è solo nel non luogo che posso dialogare con te e domandarti se stai bene, e se ancora qualche volta ti innamori.
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